Il bar
Roccacastello, si sa, è un
piccolo paese abitato per la maggior parte da anziani e pensionati il cui unico
punto di ritrovo è, come si può pensare, il bar.
Il bar, come in tutti i
piccoli paesi, si trovava in piazza a fianco del Municipio, unica attività
politico-economica del paese.
Naturalmente questo fatto
creava qualche problema di convivenza tra i due "enti".
Infatti il personale,
escluso l'addetto all'apertura ed alla chiusura del Municipio, veniva da fuori
paese e gli orari non erano sempre rispettati e questo fatto era sotto il
controllo, seppur involontario, dei cittadini seduti davanti al bar.
Naturalmente le chiacchiere
di paese sono sempre un po' pungenti e soprattutto quelle di chi, oramai in
pensione, aveva lavorato nelle fabbriche della vallata dove la timbratura in
orario del cartellino era qualcosa di sacro.
Ma l'attività sociale del
bar era preminente dato che il personale comunale, nonostante la presenza di una
macchinetta per il caffè all'interno dei locali del Municipio, preferiva recarsi
al bar anche durante il periodo di lavoro.
Niente di male, diceva
qualcuno, perchè l'importante non è il numero dei minuti dedicati al lavoro, ma
quanto si produce e a Roccacastello, in fin dei conti, non c'era poi tanto da
fare da non poter alzare, per qualche minuto, la testa dalle carte posate sulla
scrivania.
Purtroppo, però, la legge è
la legge e gli orari di entrata ed uscita vanno rispettati, tanto che qualcuno
fece presente, in maniera informale anche se antipatica, al Sindaco la
situazione chiedendo di risolvere il problema.
Ci si sarebbe aspettato un
severo richiamo al personale per la salvaguardia almeno della forma, ma la
soluzione fu un'altra: dalle ore 8:00 alle ore 14:00, orario di lavoro del
Municipio, il bar doveva restare chiuso.
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