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   Dimenticare il passato e guardare solo al presente e ad un incerto futuro ci priva di valori e conoscenze su quali erano i principi e le fondamenta di una societÓ sicuramente pi¨ vivibile rispetto a quella nella quale viviamo ed operiamo.

   I lettori di una certa etÓ ricorderanno, seppur vagamente la figura della maestra Molino Cieri, che ha formato, insieme ad altri maestri e maestre della nostra scuola elementare, nel passato la giovent¨ sanvitese.

   Vi ripropongo, in pi¨ passaggi, un suo articolo pubblicato su "La Ginestra" nel 1995.

Triangoli variopinti scivolanti sulla scia

   Ho letto con vero piacere e... rimpianto, l'articolo "I vecchi e il mare'

   Rimpianto... perchÚ il ritorno mnemonico ai giorni sereni e felici dell'infanzia incisi nel misterioso groviglio dei ricordi come sulla biblica pietra, risveglia nel cuore sentimenti profondi e nostalgia di affetti perduti.

   Ero anch'io spettatrice, in quel festoso accorrere al belvedere per assistere dall'alto, a "lu riminý di li paranze" da Acquarotta, invidiavo le compagne di scuola e vicine di casa che scendevano alla Marina, saltellanti ed euforiche con mamme, sorelle e zie, mentre io dovevo accontentarmi di "tinŔ  'mmente" (appropriata espressione dialettale, cioŔ non il vedere superficiale e fuggevole, ma fissare nella mente) insieme a nonni e nonne con i piccini aggrappati alle lunghe gonne.

   GiÓ dal mattino iniziava l'andirivieni verso il colle, per godere l'indimenticabile spettacolo dý quei triangoli variopinti scivolanti sulla schiumeggiante scia come ali d'angeli in gara giocosa.

   Riaffiorano, limpidi e vividi, immagini volti, colori, suoni, voci di richiamo e grida: - Ecche lu 'ddraghe di li "MaciarÓte" -. - Ecche la lune e li stelle di bar˛ "Ntonie e lu TrÓmbe - e, via via il riconoscimento dei simboli dipinti sulle vele che spuntavano da Punta Penna e passando davanti a "li Virý" e alla FurnÓche ", giungevano alla meta.

   Incantata io guardavo l'allegro affaccendarsi sulla riva, di donne e ragazzi che trascinavano "palÓncule' e corde, mentre altre ripulivano e preparavano i 'magazzini" dove venivano sistemati gli attrezzi delle barche e usati dagli addetti a "rimmarchiÓ" le reti. (Continua)

Teresa Molino Cieri