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   Mentre riordinavo vecchi numeri dell'edizione cartacea della Ginestra, mi sono imbattuto in una considerazione sulle "morti annunciate" a firma di Laura Alberico.

   Il pezzo stato pubblicato sul numero di luglio/agosto del 2000, ma poich di attualit, anche se tragica, ancora oggi a distanza di diciassette anni ho pensato di riproporlo alla riflessione dei visitatori di questo sito.

 

Le morti annunciate

 

La morte sempre un evento tragico. A volte essa il culmine di una lenta e lunga sofferenza, troppo spesso per una circostanza improvvisa, un destino crudele che interrompe il legame con la vita.

Giorni fa, non lontano dalla mia abitazione, un ragazzo ha sfidato la vita, correndo ad alta velocit su un rettilineo in cui pare si svolgessero scommesse clandestine.

Ci sono delle zone, nelle grandi citt, dove i ragazzi si sfidano in un gioco assurdo, puntando sull'alta velocit i loro motori rombanti, spesso truccati.

Fanno acrobazie sulle due ruote e si osservano nelle loro "performances" in cui la scena sempre la stessa: mostrarsi il pi forte e spingere al massimo i giri del motore.

Perch, tutti si chiedono, sfidare la sorte per il gusto di "sballare", perch ignorare la vita per il gusto di morire?

Oggi durante la cerimonia funebre, in chiesa, il silenzio era irreale; i fiori, in varie composizioni, ricoprivano l'altare. Il silenzio e il dolore erano tangibili, i pensieri sembravano vagare e rincorrersi nell'aria calda e ferma per cercare un appiglio, un ricordo, un sorriso,

E invece davanti a tutti, cos, senza pudore, c'era il dolore di chi resta, di chi continua a guardare, a camminare, a vivere.

All'uscita della chiesa un applauso... Anch'io meccanicamente mi sono unita agli altri, poi, fermando a mezz'aria le mani, mi sono chiesta perch gli uomini, per un gusto macabro, applaudono alla morte e sono impotenti d fronte alla vita, perch si muore senza aver capito perch si vive.

Forse il dolore rende pi forti i deboli e indebolisce i forti,

In un'altalena di colpe ed omissioni il senso della vita precipita nello sconforto e nell'impotenza.

Nel silenzio di un'afosa giornata estiva il dolore sembra pi irreale e pi vano.

I fiori sull'asfalto appassiscono in fretta mentre in una lenta processione tornano alla memoria notizie d cronaca pi o meno, recenti che hanno consacrato in un'assurda popolarit giovani vite spezzate.

Laura Alberico