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Svendiamo?

   Al quarto punto del consiglio comunale di ieri 27 ottobre si è discusso dell'alienazione di edifici e terreni di proprietà comunale.

   Premesso che ieri sembrava di essere tornati indietro nel tempo quando sui banchi dell'opposizione sedevano solo due consiglieri, dato che i due candidati alla carica di sindaco erano assenti, c'è da dire che il consigliere Giannantonio, con i suoi argomenti, mi ha convinto più di quanto affermava la maggioranza.

   Per una questione momentanea di carenza di fondi, visto il regalo dell'indebitamento ricevuto in eredità dalla precedente amministrazione e la ormai cronica carenza di fondi disponibili degli Enti locali, il Comune, per far cassa, si trova nella necessità di vendere o meglio svendere, vista l'attuale situazione di crisi del mercato immobiliare, degli edifici o delle aree pubbliche.

   Già in passato questa procedura è stata messa in atto e non sempre in maniera molto trasparente, ma ciò non significa che sia quella giusta.

   Infatti il consigliere Giannantonio ha portato delle cifre che dimostrerebbero come nel corso degli anni quelle svendite avrebbero fruttato al Comune più soldi di quanto si potranno incassare dalla loro vendita immediata.

   Vorrei aggiungere un altro tassello alla discussione e dire che, probabilmente, la vendita è la cosa più semplice da fare e che non metterebbe dei pensieri nella testa degli amministratori, chè l'impegnarsi al recupero di tante zone pubbliche occupate da anni abusivamente dai privati non è una cosa semplice e che anche se note, queste aree, sono difficili da far rendere economicamente vista la poca se non scarsa capacità di imporre una riscossione dei tributi previsti.

   Vendere non è sempre la migliore scelta da fare a meno che non lo si faccia per rimediare ad acquisti sconsiderati fatti nel passato.