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Giochi di parole

   Premesso che non abbiamo niente in contrario alla concessione in uso gratuito alle varie associazioni operanti sul territorio di locali comunali e che siamo favorevoli a questo modo di agire da parte dell'amministrazione comunale, vogliamo far notare come i regolamenti si scrivono in un modo e per le concessioni ci si concedono, scusate il gioco di parole, delle varianti.

   A due associazioni operanti a San Vito sono state concesse due sedi, "con una riduzione del 100% del canone in considerazione della valenza sociale degli scopi perseguiti dai richiedenti nonchè della natura della funzione svolta finalizzata a soddisfare interessi pubblici".

   Il regolamento comunale all'art. 12 prevede testualmente:

"100% (comodato gratuito) per i soggetti operanti nei settori previsti dalle leggi speciali vigenti in materia di tossicodipendenze e di pubblica assistenza; soggetti convenzionati con il Comune per progetti di particolare rilevanza sociale, senza finalità di lucro, finalizzati alla prestazione di servizi di interesse pubblico e/o di carattere istituzionale, da svolgere con il coinvolgimento diretto o meno della struttura comunale".

   Come si può notare il gioco di parole tra quanto scritto nella delibera di assegnazione e il regolamento è palese, anche perchè sempre l'art. 12 prevede una riduzione "dal 30% al 70% per i soggetti operanti nei settori ricreativo, aggregativo, sociale, ambientale e nel campo dell'istruzione pubblica e della cultura", cosa che non è stata presa in considerazione.

   Non mi meraviglierebbe il fatto che le minoranze possano presentare delle interrogazioni, delle interpellanze o delle mozioni in merito a queste assegnazioni che, ad un esame forse poco approfondito da parte nostra,  non sembrano molto rispettose del regolamento comunale.

   Non mi sembra questo modo di fare molto chiaro e forse l'assenza di un assessore alla seduta di giunta del 2 novembre potrebbe essere dovuta ad una mancata condivisione della delibera.

   Naturalmente, vista l'interpretazione delle norme data dagli attuali amministratori, c'è da aspettarsi una lunga serie di richieste dalle varie associazioni, che come è noto, hanno particolare rilevanza sociale e sono senza fini di lucro.

   Ma non era il caso di fare un bando pubblico?